Il caporalato sempre presente

Il caporalato indica lo sfruttamento dei lavoratori, spesso migranti di origine straniera, esercitato dai cosiddetti “caporali”, intermediari che reclutano e organizzano la mano d’opera per conto di imprenditori.

(FONTE: LAVIALIBERA.IT)

Purtroppo, nonostante nel 2016 sia stato introdotto il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, molto poco è stato fatto sul territorio e mancano i presidi necessari per il monitoraggio e la lotta allo sfruttamento.
E non si parla solo di sfruttamento in agricoltura, ma il caporalato è presente anche negli allevamenti, nell’edilizia, e in generale in tutti quegli ambiti riferibili all’economia mafiosa.
Secondo gli ultimi rapporti pubblicati, negli ultimi anni c’è stato un calo delle irregolarità al Sud e al Centro, mentre sono in aumento al Nord d’Italia: ben +26% !
Il problema riguarderebbe soprattutto Lombardia e Veneto, ma in generale la situazione è molto preoccupante: solo nel settore agricolo infatti, ci sarebbero circa 450mila persone in condizione di sfruttamento, con contratti irregolari o inesistenti.
Come al solito, il problema è complesso e anche il tentativo per una soluzione prevede tanti aspetti: come consumatori riteniamo però indispensabile fare attenzione alla provenienza dei prodotti e preferire sempre una filiera corta e trasparente (la BLOCKCHAIN aiuterebbe molto, ne parleremo nei prossimi articoli).
Qui trovate l’articolo sull’aumento del caporalato al nord, e Qui un report sulle agromafie.