La Sovranità alimentare, facciamo chiarezza

Con il nuovo governo, alcuni ministeri hanno cambiato denominazione.
Tra tutti, spicca il ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, nuovo appellativo per il ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali.
Che si sia voluto fare una operazione di restyling, o di imitazione dell’analogo “ministère de l’Agricolture et de la Souveranité alimentaire” ?
Non possiamo dirlo.
Così come non sappiamo se si è voluto usare una dizione che racchiude dentro di sé concetti ben precisi ma che, usata “come slogan”, può venire interpretata in maniera totalmente differente.
In questi giorni, la “sovranità” di questo ministero è stata commentata e associata al concetto di sovranismo politico, peculiarità delle forze politiche oggi al governo.
Invece, la sovranità alimentare descrive un metodo di gestione delle risorse alimentari basato sulla sostenibilità e sulla giustizia sociale: e non è un concetto nuovo, anzi!
Il concetto di sovranità alimentare risale alla fine degli anni ’90 e teorizza una organizzazione delle risorse che non abbia come fine ultimo la massimizzazione dei profitti bensì la soddisfazione delle esigenze alimentari delle persone.
Si enfatizza anche la valorizzazione dei rapporti sul territorio e l’attenzione alle piccole realtà produttive.

SOVRANITÀ ALIMENTARE non è sinonimo di autarchia: è il diritto dei popoli a determinare le proprie politiche alimentari senza costrizioni esterne legate a interessi privati e specifici. È un concetto più ampio e complesso che sancisce l’importanza della connessione tra territori, comunità e cibo e pone la questione dell’utilizzo delle risorse in un’ottica di bene comune in antitesi a un consumo scellerato per il profitto di alcuni.”

da Il Manifesto, 23 ottobre 2022

E’ quindi un modello di pensiero totalmente differente dalla politica agro-industriale degli ultimi tempi, che pure sta mostrando tutti i suoi limiti.
E’ impressione di molti, e timore anche nostro, che con questo “cambio di nome” del ministero dell’agricoltura, si cerchi di svuotare di significato la definizione “sovranità alimentare”.
Si cercherà di far passare l’idea di dover concentrare (e aumentare) la produzione a livello nazionale anche a discapito di sistemi di produzione ecosostenibili, in nome appunto di una revisionata sovranità (alimentare) ?
Oppure, stando alle prime dichiarazioni del neo-ministro Lollobrigida e del Presidente della Coldiretti, la dizione esprime correttamente l’impegno per valorizzare la biodiversità del nostro territorio e garantire prodotti alimentari nazionali di alta qualità ?

I giochi sono appena iniziati, come associazione e cittadini cercheremo di tenere alta l’attenzione su questi temi.


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