Non solo millefiori: sorprese dal mondo del miele e delle api

Ma voi lo sapevate che il miele di eucalipto non è balsamico per niente? E che assaggiando un certo tipo di miele potreste sorprendervi a scoprire sapore di funghi secchi? E invece qualcuno vi aveva mai detto che il miele di melata è proprio un’altra cosa rispetto ai mieli di nettare?

L’abbiamo scoperto da Bottega Roots, grazie all’aiuto di Giuliana Bondi che ci ha insegnato un po’ di verità preziose sul mondo delle api e sul loro meraviglioso prodotto. Un viaggio dalla parte più intima dei fiori alle cellette dell’alveare: una storia di raccolta ordinata e attenta, fatta di equilibri perfetti. Fino alle stanze degli apicultori, al prodigio della rottura degli opercoli. E fino ai vasetti di miele che dovremmo comprare con più consapevolezza, osservando l’etichetta (per esempio, Italia o no?), e tenendo bene in mente anche l’uso che dobbiamo farne (non tutti i mieli sono adatti a dolcificare il caffé!).

Quanto è prezioso il lavoro degli alveari lo sanno gli agricoltori che ne beneficiano. Ma il problema dei prodotti fitosanitari è sempre più serio. Una pratica ormai consolidata – ma davvero sempre necessaria? – genera una strage silenziosa le cui conseguenze vengono drammaticamente sottovalutate.

Diverse le sorprese dell’incontro, decisamente ricco di…glucosio e fruttosio.

Questione di gusti ma non solo. Assaggiare un miele significa mettere in gioco più sensi. Il gusto, certo, ma prima la vista e l’olfatto, e in qualche modo anche il tatto. Ne abbiamo assaggiati ben 14 tipi. Dall’acacia al rododendro, al cardo, alla sulla. Con evocazione di altrettanti paesaggi. Arcadie, paradisi sì, per noi, ma luoghi di lavoro per le operaie dell’alveare

Ci sono mieli chiarissimi, altri ambrati, alcuni scuri, quasi neri. Ci sono mieli profumati che invogliano l’assaggio e altri che invece non sono esattamente gradevoli. Ci sono mieli liquidissimi e altri cristallizzati, duri, pastosi. E, ovviamente, ci sono mieli dai vari sapori: delicati e decisi, che sollecitano la sensazione del dolce, dell’acido, persino dell’amaro o del salato nella nostra bocca, che evocano fiori sì, ma non necessariamente: a volte sanno di menta… o di funghi secchi, sì.

Quello del cuore per me resta sempre il miele d’arancio. Per voi?

Ada Bellanova